Il prof. Aaron Rosenheim e il prof. Isaac Rosenfelder sono due illustri psichiatri di fama mondiale, ambedue allievi meritevoli di Sigmund Freud.

Rosenfelder ha lo studio all'ultimo piano di un grattacielo a New York; Rosenheim, leggermente più modesto, al penultimo piano. Sono due studi prestigiosi serviti da un unico ascensore condotto da un lift, un ragazzo dei quartieri bassi. Ogni giorno i due clinici, che si odiano profondamente, prendono lo stesso ascensore alla stessa ora.
Il lift ferma l'ascensore al piano di Rosenheim il quale esce, si toglie il cappello, si inchina profondamente verso Rosenfelder e dice: — Egregio, illustre, commendevole ed eccelso collega, le auguro buon giorno.
Detto ciò, si riempie la bocca di saliva e sputa in faccia a Rosenfelder. Questi non si scompone, si toglie anche lui il cappello, si asciuga lo sputo e, imperturbabile, dice: — Egregio, eccelso collega, illustre e commendevole, auguro a lei una giornata altrettanto buona. Sotto gli occhi stupiti del ragazzo, l'ascensore riparte e il prof. Rosenfelder entra nel suo studio.
La scena si ripete per mesi, sotto gli occhi del giovane il quale, un giorno, non ne può più dalla curiosità e chiede: — Mi perdoni, prof. Rosenfelder, se la importuno. Come mai il prof. Rosenheim, perdoni se mi permetto, le sputa in faccia ogni giorno e lei non dice nulla?
— È UN PROBLEMA SUO, NON MIO! — rispose Rosenfelder.