A un gran ricevimento dato da Madame Weil, la padrona di casa, pregata di suonare il pianoforte, acconsentì dopo aver tolto a uno a uno i propri anelli (venti in tutto, due per dito) e averli posti sul ripiano dello strumento.
La signora, dopo aver finito di suonare, si alzò, raccolse gli anelli e, istintivamente contandoli, si accorse che ne mancava uno.
— Andiamo — fece senza scoraggiarsi — qualcuno inavvertitamente, oppure per scherzo, ha fatto sparire un mio anello di platino con due zaffiri e un brillante! Tra parentesi: tremila franchi di valore... Ora l'autore, burlone o distratto che sia, è invitato a rimettere l'anello in questa coppa d'argento mentre io spengo tutte le luci, per non metterlo in imbarazzo... Allora, coraggio! Uno... due... tre!
Infatti, ecco a un tratto l'oscurità perfetta e, dopo qualche istante, la voce della padrona di casa che avverte:
— Riaccendo!
E riaccese: l'anello non era apparso ed era sparita anche la coppa d'argento...